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A Modena il 16 e 18 febbraio la nuova opera “Voci da Hebron”

AttualitàA Modena il 16 e 18 febbraio la nuova opera "Voci da Hebron"

Da un’idea di Cristian Carrara sulla difficoltà dell’incontro

Roma, 9 feb. (askanews) – Una storia di comprensione e amore per l’altro da sé, che tocca le corde delicatissime e tragiche del conflitto israelo-palestinese: arriva a Modena il 16 e 18 febbraio Voci da Hebron, la nuova opera in un atto con orchestra da camera nata dalla coproduzione tra Opéra Théatre Eurométropole de Metz e Teatro Comunale Pavarotti Freni di Modena, da un’idea del compositore e Direttore Artistico Cristian Carrara, che ha scritto la musica, e il giornalista, drammaturgo e scrittore Sandro Cappelletto, che firma il testo letterario.

Il progetto è nato ben prima che il sanguinoso attacco del 7 ottobre scorso riportasse la situazione tra Israele e Palestina alla tragica ribalta mediatica degli ultimi mesi e soprattutto sin dalla sua prima stesura esso ha ottenuto il patrocinio di Parents Circle – Families Forum, cioè la più importante associazione di famiglie di entrambi i fronti segnate da un lutto di guerra e da decenni al lavoro per ricostruire ponti di dialogo e pace. I co-direttori di Parents Circle, l’israeliano Yuval Rahamim e il palestinese Osama AbuAyash, hanno così argomentato l’attribuzione del Patrocinio: “L’idea di utilizzare una storia di amore e comprensione nata nella controversa città di Hebron, in Palestina, è di per sé un veicolo straordinario per cercare l’umanità anche nell’altro da sé. Inoltre, l’idea di trasporre questo messaggio in opera lirica rende il tema parte di un dibattito culturale e noi crediamo che l’arte sia uno strumento essenziale per fare breccia anche nei cuori più induriti. Auguriamo a questa opera un importante successo e siamo orgogliosi di farne parte”.

La storia è ambientata appunto a Hebron/Al-Khalil, città della Cisgiordania, sede della Tomba dei Patriarchi, Patrimonio Unesco, tagliata in due e storicamente luogo di continue e forti tensioni israelo-palestinesi, ma nell’opera di Carrara e Cappelletto essa diviene teatro di un’avventura umana sulla possibile amicizia tra due popoli perennemente opposti. Il libretto verrà presentato in francese a Metz e in italiano a Modena ed è già pensato per una possibile traduzione in inglese.

Cristian Carrara, la cui musica è stata eseguita in sale prestigiose, dall’Accademia di Santa Cecilia di Roma alla Berliner Hall al Maggio Musicale Fiorentino, ma che ha anche affrontato l’agone sanremese nel 2007 con la sofisticata Canzone fra le Guerre di Antonella Ruggiero, commenta così questo nuovo progetto che oggi assume purtroppo un valore ben più rilevante: “Con ‘Voci da Hebron’ ho cercato di raccontare la difficoltà dell’incontro. Voci da Hebron è una grande storia d’amore, ma non, come potrebbe sembrare, tra una giovane israeliana e un giovane palestinese. È il racconto dell’amore che Il Vecchio (l’unico personaggio dell’opera a non avere un nome) ha nei confronti di sua moglie Hannah. La vicenda si svolge in una città complicata, Hebron, dove il dialogo è difficile, e la serenità, talvolta, un miraggio. Ho cercato di creare una musica che avesse a che fare con il deserto. Il deserto fisico, e quello dell’anima. Il deserto del dolore, dell’incomprensione. Ma anche il deserto in cui l’amore de Il Vecchio sopravvive. E fiorisce. La musica segue quest’altalena di emozioni e sentimenti. La paura, la rabbia, l’incomprensione vivono assieme al bisogno di parlare, di essere ascoltati. Di amare. Nella partitura si ritrovano echi mediorientali e linguaggi vari con cui ho cercato di dar voce al paesaggio e alle emozioni più estreme dei personaggi. Voci da Hebron è un viaggio, delicato, dentro la difficoltà, e la bellezza, dello starsi accanto.”

Il cast internazionale rimarrà identico sia a Metz sia a Modena e nel ruolo principale di anziano pacificatore straniero testimone sofferente della lotta tra i due popoli, si ascolterà il celebre basso franco americano Nicholas Isherwood, uno dei cantanti più solidi sul repertorio contemporaneo e barocco in teatri quali La Scala, Covent Garden, Festival di Salisburgo, Tanglewood, Opera di Parigi.

Il mezzosoprano israeliano Shakèd Bar, già lodato dal New York Times come voce di “eccezionale vivacità e presenza” sarà la studentessa in servizio militare Ruth, mentre il ruolo dello studente di archeologia palestinese Mohammed sarà affidato al giovane tenore francese David Tricou, assai stimato nel repertorio barocco, mozartiano e balcantistico. Chiude il cast il giovane soprano calabrese Maria Bagalà nel ruolo di Hannah, amata e dolce consorte de Lo Straniero.

La regia è affidata al belga Paul-Émile Fourny, direttore artistico di Metz e versato nei linguaggi tra opera e televisione, mentre sul podio di entrambe le orchestre il direttore americano Arthur Fagen, garanzia di solidità dopo una lunghissima carriera internazionale.

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