Il sindacato scrive al presidente de Nuccio in relazione alle prossime elezioni del Cndcec
Un appello al confronto e alla trasparenza nel dibattito elettorale per il rinnovo del vertice nazionale della categoria. È questo il contenuto della lettera aperta diffusa dall’Associazione Nazionale Commercialisti, presieduta da Marco Cuchel (nella foto) e indirizzata al presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Elbano de Nuccio, e a tutti i colleghi della professione.
Il documento nasce a seguito delle dichiarazioni rilasciate dal presidente del Consiglio nazionale attraverso canali istituzionali in merito al confronto pubblico tra i candidati alla presidenza del CNDCEC proposto dall’ANC per il prossimo 10 marzo.
Secondo l’associazione, le parole utilizzate da de Nuccio sarebbero “improprie sia nella sostanza che nella forma” e renderebbero necessario un chiarimento nei confronti dell’intera categoria.
Il nodo del confronto tra candidati
L’Associazione Nazionale Commercialisti aveva proposto un dibattito pubblico tra i candidati alla presidenza del Consiglio nazionale in vista delle prossime elezioni. Tuttavia, la risposta del presidente uscente ha generato una polemica, soprattutto per l’interpretazione dell’invito all’evento come una sorta di “notifica d’atto”.
Secondo l’ANC si tratterebbe di una lettura forzata della proposta. Nella lettera si sottolinea infatti come, in qualsiasi contesto organizzativo, l’indicazione di data, luogo e orario rappresenti semplicemente una base logistica per avviare l’organizzazione di un evento e non certo un’imposizione.
Per l’associazione, se l’obiettivo fosse stato realmente quello di favorire il confronto, sarebbe bastato indicare una data alternativa. “Il 10 marzo non posso, propongo il 12 o il 14”: questa, secondo l’ANC, sarebbe stata la risposta istituzionalmente più corretta e lineare.
Critiche e pluralismo nella vita del Cndcec
Uno dei passaggi più contestati riguarda il riferimento del presidente del CNDCEC alla presunta mancanza di imparzialità dell’ANC, accusata di aver mantenuto nel tempo una linea critica nei confronti del Consiglio nazionale.
Per l’associazione si tratta di un tentativo di delegittimare chi solleva questioni di interesse per la categoria. Nella lettera si ricorda infatti che in un sistema democratico, e a maggior ragione all’interno di un Consiglio Nazionale professionale, il confronto e la critica rappresentano elementi fisiologici e necessari.
Secondo l’ANC, parlare di “garanzie di imparzialità” in un dibattito tra colleghi appare più come un pretesto per sottrarsi al confronto che una reale esigenza organizzativa. Se il problema fosse stato il format del dibattito, sostengono dall’associazione, sarebbe stato sufficiente discutere modalità, tempi e regole della discussione.
Il ruolo del confronto pubblico
Per l’Associazione Nazionale Commercialisti il confronto tra candidati rappresenta un momento fondamentale di partecipazione democratica, soprattutto in una fase delicata come quella della campagna elettorale per il rinnovo degli organi nazionali della categoria.
Il dibattito del 10 marzo, infatti, dovrebbe comunque svolgersi con la partecipazione dell’altro candidato alla presidenza del Consiglio nazionale, Claudio Siciliotti.
L’ANC auspica tuttavia che il presidente de Nuccio possa riconsiderare la propria posizione e prendere parte all’iniziativa, offrendo così alla categoria un’occasione di confronto diretto sui temi più rilevanti per il futuro della professione.
Le domande della categoria
Nella lettera aperta l’associazione anticipa anche alcuni dei temi che intende sottoporre ai candidati durante il dibattito pubblico. Tra le questioni più rilevanti figurano le motivazioni dell’aumento dei compensi e degli emolumenti del Consiglio nazionale, l’eliminazione dei limiti massimi per l’indennità di assenza dallo studio e l’aumento della quota di iscrizione per gli iscritti.
Al centro dell’attenzione anche i bilanci preventivi e consuntivi del triennio 2024-2026, che secondo l’ANC registrerebbero perdite complessive per circa otto milioni di euro, con un conseguente impatto sull’avanzo di gestione dell’ente.
Infine, l’associazione chiede chiarimenti anche sulla convocazione dell’Assemblea dei presidenti degli Ordini territoriali a poco più di un mese dalle elezioni, evidenziando i costi organizzativi di queste riunioni e l’opportunità della scelta in piena campagna elettorale.
L’appello finale
L’ANC conclude la lettera con un invito al presidente del CNDCEC a fornire risposte chiare sui temi sollevati e, se possibile, a partecipare al confronto pubblico.
L’obiettivo dichiarato è garantire alla categoria una discussione trasparente e approfondita sulle questioni che riguardano il futuro della professione, affinché gli iscritti possano compiere una scelta consapevole alle prossime elezioni del vertice nazionale.

