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Confartigianato: “Mancano 382mila lavoratori nei 4 settori top del Made in Italy”

NewsConfartigianato: “Mancano 382mila lavoratori nei 4 settori top del Made in Italy”

Rapporto di Confartigianato presentato nel corso del convegno “Artigianato anima del Made in Italy”

Tutte le imprese che operano nei principali settori del Made in Italy, conosciuti come le “4 A”, ovvero alimentare, moda, arredamento e automazione, stanno affrontando una carenza di 382 mila lavoratori. Nonostante siano il motore del Made in Italy a livello globale, generando 383,8 miliardi di euro in esportazioni, che rappresentano il 60,1% del totale nazionale, questo dato è emerso da un rapporto di Confartigianato presentato durante il convegno “Artigianato anima del Made in Italy”, organizzato dalla Confederazione in occasione della quinta edizione della Giornata della Cultura artigiana.

Nella sfera delle “4 A”, che include i settori alimentare e bevande, moda, arredamento e legno, così come automazione e meccanica, operano quasi 393 mila imprese che impiegano 2 milioni e 873 mila persone. La componente artigiana è fondamentale: 212 mila imprese, equivalenti al 54% del totale, occupano 652 mila lavoratori, il 22,7% del personale delle “4 A” e l’83,6% della forza lavoro artigiana manifatturiera. Il modello rimane fortemente legato alle micro e piccole imprese, dove è concentrata oltre la metà dei dipendenti.

Per il 2025, il rapporto indica che le imprese delle “4 A” necessitano di 719 mila lavoratori, ma 382 mila di essi (il 53,2% del personale richiesto) sono difficili da trovare. Le problematiche più rilevanti si registrano nei settori della metallurgia e dei metalli (64,2% dei lavoratori non reperibili), nei macchinari e nei mezzi di trasporto (56,6%), nel legno e arredamento (55,8%) e nella moda (55%). Anche nel settore alimentare la percentuale rimane significativa (38,6%). La difficoltà riguarda principalmente le posizioni tecniche e operative: professionisti della saldatura, operai nel confezionamento moda, installatori elettromeccanici, attrezzisti e meccanici industriali sono tra i profili più richiesti e meno disponibili.

“Ci troviamo di fronte a una situazione paradossale: ci sono posti di lavoro disponibili, ma mancano i lavoratori”, evidenzia il presidente di Confartigianato Marco Granelli. “Questa condizione mette in pericolo i settori emblematici del Made in Italy che stimolano crescita, occupazione ed esportazioni. Tuttavia, senza un potenziamento delle competenze e un migliore allineamento tra il sistema educativo e le imprese, così come tra la formazione e le esigenze produttive, la loro capacità di evoluzione potrebbe subire un rallentamento”.

Ciro Di Pietro

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