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Cotto d’Este, 30 anni di tradizione e tecnologie all’avanguardia

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Lastra ultrasottile Kerlite in Italia è la prima “carbon neutral” nel settore grazie al progetto THINk ZERO

Sassuolo, 27 nov. (askanews) – Se uno pensa al cotto pensa alla tradizione. Ma quando Cotto d’Este nacque trent’anni fa aveva alla base una scommessa che oggi – si può dire – è stata vinta: traghettare le grandi qualità estetiche, il calore della tradizione di un prodotto dal sapore tipicamente artigianale dentro un prodotto tecnologicamente avanzato. Spiega Bruno Buratti, Brand Manager Cotto d’Este: “Cotto d’Este è nato nel 1993 e già da allora abbiamo creato innovazione. Da lì noi partimmo col fare una ceramica nuova perché fu un cotto formato 30×30, quindi più grande rispetto ai piccoli formati, ma soprattutto spessorato 14 mm e questa fu la prima nota distintiva della nostra azienda perché creammo questo cotto in monocottura con delle caratteristiche tecniche che erano migliorative.” La filosofia di Cotto d’Este fu da subito quella di posizionarsi sull’alto di gamma. Oggi marchio premium di Panariagroup, è riuscito, attraverso una escalation di innovazione, a imporsi come riferimento assoluto per chi ricerca qualità estetica e performance di altissimo livello. Un percorso lungo 30 anni che è stato raccontato anche in occasione del Cersaie, il salone internazionale di riferimento recentemente concluso. Spiega Buratti: “Nel 2004 Cotto d’Este lancia una superficie innovativa che è Kerlite, una lastra ceramica di 3 metri x 1 in soli 3 mm di spessore: fino ad allora non esisteva una ceramica di questo tipo: diventa una vera e propria superficie. Si è notevolmente modificato il settore ceramico perché da queste piastrelline piccole e di pochi formati siamo passati ad avere lastre molto grandi, ideali non solo per pavimentazione e per rivestimenti ma anche per rivestire i mobili.” Leggerissima e molto resistente, Kerlite – grazie al brevetto per la posa a secco Kerlite Easy – può essere utilizzata in sovrapposizione a pavimenti preesistenti per rinnovare senza demolire, assicurando costi inferiori, meno disagi per la posa e meno detriti da smaltimento. Ma nel tempo, molte altre sono state le tappe significative del brand. “Cotto d’Este è stata costellata negli anni da tante innovazioni. Una di queste è l’introduzione dell’antibatterico all’interno della superficie. Queste superfici eliminano fino al 99,9% dei batteri. Safetouch, ad esempio, superfici molto morbide che vanno bene sia per l’interno che per l’esterno. La prima decorazione in digitale è stata introdotta da Cotto d’Este. La prima lappatura è stata introdotta da Cotto d’Este. E quest’anno abbiamo l’orgoglio di festeggiare i 30 anni dell’azienda” spiega Buratti. Un’innovazione incessante che ha come obiettivo quello di un’eccellenza produttiva, una perseverante ricerca estetica e una profonda cura per il dettaglio. Non solo. Una costante attenzione alla sostenibilità ambientale: ne è testimonianza il progetto THINK ZERO con cui vengono compensate le emissioni di CO2 in un processo produttivo che vede già una forte riduzione di consumi energetici e di emissioni.A Sassuolo si continua a lavorare su impulso del fondatore Paolo Mussini secondo il quale “rivestiamo il futuro di bellezza trasformando ogni spazio in luogo da sogno, da sempre”.

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