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Dieta mediterranea, scienziati Icqc: non si può fare a meno dei carboidrati

AttualitàDieta mediterranea, scienziati Icqc: non si può fare a meno dei carboidrati

Principale fonte di energia, nuove tecnologie ne migliorano la qualità

Milano, 16 nov. (askanews) – Una dieta più salutare riducendo l’apporto dei carboidrati è una tendenza che preoccupa gli esperti dell’International carbohydrate quality consortium. In occasione dell’anniversario del riconoscimento della Dieta mediterranea come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco (16 novembre 2010), ricercatori, nutrizionisti, clinici ed epidemiologi da tutto il mondo, basandosi sulle più recenti ricerche scientifiche, promuovono i carboidrati e il loro ruolo nella Dieta mediterranea, dove rappresentano fino al 60% delle calorie.

La principale accusa rivolta ai carboidrati dai promotori delle diete “low carb” è di provocare picchi glicemici. In realtà, sottolineano gli scienziati di Icqc, i carboidrati complessi a lento assorbimento provocano un più graduale innalzamento della glicemia. Anzi, a favorire il controllo dell’indice glicemico è un’alimentazione ad alto contenuto di carboidrati complessi a lento assorbimento – come la pasta cotta al dente, gli ortaggi e la frutta – e di fibra, di cui sono particolarmente ricchi frutta, legumi, avena, orzo, alimenti a base di cereali integrali, crusca di frumento e verdure.

Se il ritorno della carbofobia preoccupa gli scienziati, non ci sono invece dubbi sui vantaggi nutrizionali della Dieta Mediterranea, supportata da una vastissima letteratura scientifica. È la migliore per gestire il peso e prevenire le malattie croniche non trasmissibili, prima di tutto il diabete di tipo 2. Secondo gli esperti di Icqc, la dieta mediterranea non è solo un modello alimentare, ma soprattutto uno stile di vita, in cui c’è posto per ogni alimento, improntato alla varietà e ad un approccio verso il cibo inclusivo e non punitivo, che deve fare parte di un comportamento complessivo, nel quale sono l’educazione e la consapevolezza nutrizionale a fare la differenza. I carboidrati sono la nostra principale fonte di energia e alcune cellule come globuli rossi, cervello, muscoli, il cui metabolismo energetico è basato sul glucosio, ne hanno in particolare necessità.

Nel ribadire il ruolo nutrizionale dei carboidrati, gli scienziati di Icqc sottolineano come la qualità di questi nutrienti (contenuto in fibra, in ingredienti integrali, indice glicemico, componenti minori) possa essere preservata e ottimizzata nel processo produttivo di alimenti come pane, pasta e altri cibi ricchi in carboidrati. Per esempio, la macinazione selettiva dei cereali, che elimina solamente lo strato esterno del chicco, senza toccare lo strato aleuronico, più interno, nel quale si concentrano le proteine, garantendo così un maggior apporto di fibre, di antiossidanti e minerali. O anche alcune tecniche di estrusione che influenzano la digeribilità degli amidi riducendo l’indice glicemico degli alimenti che li contengono.

Il valore aggiunto di alcuni processi di trasformazione dei cereali mette più di un punto interrogativo sull’attendibilità scientifica della classificazione degli alimenti cosiddetti “ultra-lavorati” proposta da Nova, che ha già diviso la comunità scientifica e su cui anche molti degli esperti di ICQC invocano prudenza. Secondo gli esperti di Icqc, la distinzione degli alimenti a base di carboidrati proposta da Nova non considera la qualità dei carboidrati, porta a sottovalutare i vantaggi degli alimenti a basso indice glicemico, importante soprattutto per diverse categorie di consumatori (come sportivi, donne in gravidanza, anziani) e non aiuta quindi, almeno per quanto riguarda i carboidrati stessi, a orientare le scelte alimentari delle persone verso una dieta complessivamente più salutare.

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