ROMA – “Perché dobbiamo ricercare altrove quello che possiamo avere in casa?”. Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Roma e Provincia, Massimo Cerri, nel corso di un’intervista all’Agenzia Dire, al pari dell’Ordine degli Architetti di Roma, ha contestato la scelta del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, di affidare direttamente all’architetto Stefano Boeri un incarico di consulenza come responsabile del laboratorio Roma50. Una decisione che fa seguito alle nomine del “torinese Ratti per il progetto Expo di Tor Vergata, a Cucinella per il rettorato di Roma Tre”, ha sottolineato Cerri ricordando anche dell’incontro avvenuto “pochi giorni fa tra gli assessori ai Lavori pubblici e alla Mobilità e Jean Todt, ex presidente della Federazione internazionale dell’Automobile e attualmente inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per la sicurezza stradale, per parlare di sicurezza stradale a Roma”.

Secondo il presidente degli Ingegneri romani “questo significa che non si prendono in considerazione le professionalità presenti sul territorio. Le personalità indicate come consulenti o possibili consulenti sono certamente nomi illustri, che hanno dato e danno tantissimo nel loro settore di appartenenza. Ma il quesito è: perché dobbiamo ricercare altrove quello che possiamo avere in casa?”.

L’Ordine degli Ingegneri di Roma “conta 23mila professionisti e insieme agli architetti componiamo un ‘gruppo’ di quasi 50mila tecnici che, con queste scelte – tutte del nord Italia – sarebbero o sono messi in un angolo. Diverremo spettatori di cambiamenti cittadini che sarebbero dovuti essere frutto di un dialogo e di un percorso condiviso. Ogni anno che passa vediamo Roma svilita e depapeurata della sua bellezza e delle sue potenzialità”.

Cerri non intende “entrare nel merito delle decisioni politiche, che avranno sicuramente una loro logica, ma vorremmo che questa amministrazione ci ascoltasse e costruisse percorsi condivisi. Quando ci sono ingenti capitali come quelli che stanno per arrivare tra PNRR, Giubileo e possibile Expo, sarebbe più opportuno avere una pluralità di soggetti con cui relazionarsi. È solo la diversità di pensiero che può rendere vitale Roma. E Roma, città altamente complessa, non necessita di un ‘deus ex machina’ che la salvi, ma di chi se ne prenda cura perché la conosce davvero bene. Solo chi la vive quotidianamente in tutte le sue sfaccettature, può fornire soluzioni concrete”.

In particolare, sulla nomina di Boeri “non c’è stata gara né una manifestazione di interesse- ha continuato Cerri- Questo avvilisce ulteriormente noi ingegneri a cui, nella maggior parte dei casi, vengono chiesti progetti interminabili, soggetti a controlli e verifiche di legge, e soggetti a ribassi molte volte umilianti. Si capisce, pertanto, che quando si parla di affido diretto per importanti incarichi ci si senta sempre di più sviliti e anche preoccupati”.

Cerri ha voluto precisare che “non è un attacco diretto né a Boeri né agli altri architetti interpellati né a Jean Todt. Ma veniamo da oltre due anni di pandemia. Siamo nel bel mezzo di una crisi energetica e delle materie prime, giunte a prezzi stellari. I pagamenti dei super bonus non stanno arrivando. Toglierci anche il lavoro nella nostra città è un ulteriore colpo, davanti a cui siamo inermi e anche un po’ senza speranza”.

INGEGNERI A GUALTIERI: “APRIRE UN DIALOGO SU TRASPARENZA E CONFRONTO”

“È importante che su Roma si inizi a ragionare in maniera sistemica, valorizzando il territorio e le sue competenze. Solo così si potrà apportare un beneficio all’economia circolare. Quindi, come sempre, chiediamo ascolto”. E’ L’appello lanciato, nel corso di un’intervista con l’Agenzia Dire, al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, da Cerri, dopo la vicenda della consulenza diretta all’architetto Stefano Boeri come responsabile del Laboratorio Roma50.

“Siamo un ente pubblico che raccoglie professionisti molto preparati e da sempre siamo al servizio delle istituzioni per esprimere la nostra visione- ha aggiunto- Non immaginiamo uno strappo ma di aprire un confronto basato sulla trasparenza, la partecipazione e un percorso condiviso”.

Gualtieri ha detto che il valore di un contributo alla città non si misura col criterio della residenza: “Siamo d’accordo col sindaco. Nessuno vuole ingabbiare una visione esclusivamente al territorio senza tenere conto delle opportunità che una visione più ampia possa dare- ha replicato Cerri- Ma proprio da questo punto di vista ritengo doveroso che si valorizzino le professionalità dei nostri ordini, perché i professionisti non sono legati in modo esclusivo al territorio”.

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L’articolo Gli ingegneri: “Consulenza Boeri? Non serve un ‘deus ex machina’ che salvi Roma” proviene da Ragionieri e previdenza.

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