ROMA – “Purtroppo le imprese femminili rimangono più piccole, più fragili e con una minore capacità di sopravvivenza, ma hanno consapevolezza di ciò di cui hanno bisogno: miglioramento della formazione digitale e green sia nelle scuole (18%) che sul luogo di lavoro (13%); un migliore accesso alle risorse finanziarie, sia bancarie che non bancarie (17%); semplificazione delle procedure amministrative (16%). Rispetto a quelle maschili, le imprese femminili sottolineano di più quanto sia fondamentale sensibilizzare sugli investimenti nel digitale e green (10% contro 8%)”. Così dichiara Antonella Giachetti, presidente dell’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda, commenta il rapporto di Unioncamere sulle imprese femminili in Italia.“Le imprese condotte da donne- ricorda Giachetti- adesso rappresentano il 22,2% del totale. Oggi inoltre più giovani donne abbracciano la strada dell’impresa: le attività giovanili femminili sono il 10,5% tra le aziende guidate da donne, rispetto a quelle maschili dove i giovani sono titolari del 7,6%. Interessante notare che nel 2021 le nuove imprese femminili hanno adottato modelli aziendali più strutturati utilizzando forme di società di capitali”. “E’ urgente acquisire consapevolezza della necessità di interventi efficaci in ambito dell’accesso al credito con risorse non insufficienti come si è rivelato il Fondo Impresa Femminile, pur apprezzando lo stesso lo sforzo compiuto. La valorizzazione e la promozione dell’iniziativa imprenditoriale femminile, oltre a conseguire obiettivi di parità di genere, rappresenta oggi più che mai, in questo scenario inflazionistico e di imminente recessione, un importantissimo strumento per difendere la prosperità dei territori dove le imprese nascono, per dare benessere ed indipendenza alle donne e alle loro famiglie e tutto questo sviluppando iniziative più sostenibili da un punto di vista ambientale, sociale ed economico proprio tenuto conto della spiccata e innata sensibilità delle imprese femminili su questo argomento”.“Di fronte al rischio di una crisi economica ancora più forte, dettata dal contesto nazionale e internazionale- conclude Giachetti- le imprese femminili stanno di fatto creando una forma di rete di resilienza che può rivelarsi importante per garantire beni e soprattutto servizi essenziali in caso di collasso del sistema. Deve essere chiaro che investire sulle imprese femminili oggi è essenziale per la tenuta futura del sistema socio-economico, oltre che rappresentare una questione di necessaria attuazione di parità di genere nel mondo del lavoro e dell’economia”.

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L’articolo Imprese femminili più fragili ma resilienti, la presidente di AIDDA: importanti per prosperità territori proviene da Ragionieri e previdenza.

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