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La leadership ai tempi dell’IA: la visione di Mancini (Scalapay)

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Curiosità, motivazione, spinta e abilità tra i requisiti del leader

Milano, 4 dic. (askanews) – Come si guida un’azienda ai tempi della trasformazione digitale? Quali sono i pilastri della rivoluzione digitale per un manager che opera in Italia? Se ne è discusso a Milano alla presentazione del libro “Smart Leadership Canvas” di Filippo Poletti, uno strumento di valutazione per i manager ai tempi dell’impresa 5.0 e dell’AI: “Siamo entrati in una nuova era, l’era dell’intelligenza artificiale, potremmo chiamarla “I.A.cene”, dove l’uomo collabora con l’intelligenza artificiale. Pensiamo che entro 5 anni il 50% delle decisioni aziendali verrà preso in collaborazione con l’intelligenza artificiale. Servono dunque nuovi manager, nuovi leader con il cuore e con il cervello”.Nel libro sono raccolte una serie di interviste con gli executive di aziende top che raccontano la loro idea di leadership. Tra questi, uno dei casi di successo più eclatanti nel mondo delle fintech, l’esperienza del ceo dell’unicorno Scalapay, Simone Mancini: “Penso che come si gestisce un’azienda non è cambiato molto. Quello che vorrei sottolineare è che con l’emergenza dell’intelligenza artificiale si assiste a una accelerazione dello sviluppo tecnologico, ed emerge un rischio che va a impattare il lavoro che fa il manager. Ci sono tante novità costantemente, tutto si velocizza”.”A volte si rischia con questo sviluppo di complicare le cose – ha aggiunto – E penso, in realtà, che la cosa fondamentale sia rimanere solido sulle cose fondamentali, delle cose basilari, che è essere un leader, creare un team con una visione che sa ispirare, trascinarli poi, mettere degli obiettivi molto chiari. Cose di cui hanno parlato e hanno scritto molte persone. Vedo che l’intelligenza artificiale può aiutare tantissimo ma è fondamentale ritagliarsi del tempo, rallentare per fare questa cosa come hanno fatti i grandi del leadership”.Secondo il ceo di Scalapay sono tre gli elementi fondamentali della leadership in azienda: “Il primo è curiosità: quindi essere curioso e non fermarsi mai al primo no che ti viene dato, a una spiegazione superficiale. Perché in Italia c’è molto questa cultura gerarchica e a volte non si può mettere in discussione alcune cose che vengono dette dai piani alti. Invece ci vuole una curiosità dove non mi fermo alla semplice risposta ma cerco di capire e andare a fondo. Perché con l’evoluzione tecnologica, con l’emergenza di nuove piattaforme, di cosa vuole il cliente o come vengono soddisfatte le esigenze del cliente, è fondamentale porsi le domande e arrivare alla verità”.Il secondo elemento, spiega Mancini, è quello che nei paesi anglosassoni è definito “Drive”: “La spinta: voler creare qualcosa di grande, di bello che non hanno tutti. Ho incontrato molte persone che sono bravissimi manager che però non hanno questo drive”.”Il terzo è il coach ability. Quanto è bravo un coach. Perché io penso al team come a un team di sport. Quindi non devi entrare in campo e fare necessariamente il lavoro, a volte sì capita, ma devi poter gestire un team, far crescere un team, far capire quale gioco stiamo giocando, come si segna, e questo è fondamentale. E quanto è bravo a recepire dei feedback come coach per poi migliorare”, ha concluso Mancini.Una ricetta applicata con successo all’interno di Scalapay. Questa innovativa società di servizi di pagamento oggi copre il 50% dell’ecommerce italiano. E per celebrare il servizio “paga in 4 senza interessi” ha lanciato una campagna con un premio di 1 milione di euro in beni o servizi per realizzare il sogno di un fortunato vincitore.

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