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Lavoratori stranieri formati nei paesi d’origine per imprese italiane

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Cifa e Fonarcom lanciano una rete internazionale dei servizi

Bologna, 30 giu. (askanews) – L’Italia, che registra i massimi livelli storici in termini di occupazione, non può permettersi il lusso di non trovare manodopera qualificata. Per mantenere gli stessi livelli di produttività le imprese hanno bisogno di lavoratori stranieri formati nei paesi d’origine. A dirlo è la Confederazione italiana delle Federazioni autonome che a Bologna lancia il progetto di una rete internazionale dei servizi per il lavoro pubblico-privato.”Abbiamo deciso di lanciare questa iniziativa al Festival del lavoro – ha spiegato il presidente di Cifa Italia e del fondo interprofessionale Fonarcom, Andrea Cafà – perché il consulente del lavoro ha un ruolo centrale nell’ambito di questa rete. Il nostro tessuto imprenditoriale è costituito da micro e piccole imprese e sono loro che ogni giorno respirano i fabbisogni delle aziende in termini di manodopera. Inoltre vogliamo che siano parte della rete e a segnalare alla rete i fabbisogni formativi”.Un’immigrazione formata e qualificata può costituire un asset molto importante per il futuro del nostro Paese.”Dovremo cercare, anche attraverso l’utilizzo del decreto flussi, di formare le persone prima che arrivino nel nostro paese – ha spiegato il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Walter Rizzetto -. Molte aziende stanno cercando lavoratori, abbiamo capito che effettivamente c’è spazio sotto questo e altri punti di vista quindi un’immigrazione formata laddove è possibile, effettivamente può rappresentare un asset molto importante per il nostro paese, ma anche per l’Europa”.La fase di sperimentazione prenderà il via con il Regno del Marocco che per primo ha aderito alla proposta.”Ci farebbe piacere che il progetto si inquadrasse all’interno del piano Mattei che sarà presentato in autunno, un piano che prevede una cooperazione tra il continente europeo e quello africano” ha aggiunto Cafà.In un messaggio inviato al Festival di Bologna l’ambasciatore, Youssef Balla, ha ricordato i termini della proposta finalizzata a promuovere: la cooperazione nel campo dell’occupazione e degli affari sociali, lo sviluppo delle competenze, il lavoro dignitoso, nonché incontri tra operatori del mercato del lavoro italiano e marocchino.

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