Lotta tra autori autentici e saturazione da AI nel panorama editoriale
Il mercato editoriale italiano sta vivendo un paradosso senza precedenti. Nonostante un aumento del 4% nel numero di lettori tra i 15 e i 74 anni nel 2025, raggiungendo 33,9 milioni di persone, il tempo dedicato alla lettura è drasticamente diminuito. Parallelamente, si assiste a una proliferazione incontrollata di aspiranti scrittori che spesso utilizzano strumenti di intelligenza artificiale per produrre contenuti, creando una saturazione del mercato che penalizza gli autori autentici.
Vincenzo Malavolti (che adotta lo pseudonimo Vincent W. Mallory), con oltre vent’anni di esperienza e autore di 29 libri pubblicati in italiano e 9 in varie lingue, osserva con preoccupazione questa trasformazione. ‘Quando ho iniziato a scrivere nel 2003, vendere 2000 copie mi faceva quasi piangere perché sembrava poco. Oggi superare le 100 copie è già un fenomeno, la media degli scrittori è sotto questa soglia’, afferma Malavolti.
Tra i giovani di 15-17 anni, nonostante la percentuale di lettori sia aumentata del 5% raggiungendo l’89%, si registra una preferenza schiacciante per contenuti ripetitivi e superficiali. Il 37% dei lettori italiani si limita a tre libri all’anno, mentre solo il 22% ne legge tra 4 e 6.
L’impatto dell’intelligenza artificiale sulla scrittura rappresenta una delle sfide più significative del settore. ‘L’intelligenza artificiale per me è inavvicinabile’, dichiara Vincent. ‘Vedo che i giovani cominciano a stancarsi perché non trovano più autenticità. Le ragazzine che seguono i BookTok iniziano a dire che i libri raccontano sempre le stesse cose, il ‘fabbricante di lacrime’ è stato rifatto in diecimila versioni’.
La proliferazione di ‘scrittori fantasma’ e l’uso di strumenti AI per la produzione di contenuti ha creato un mercato saturo di opere superficiali. Professionisti di ogni settore – parrucchieri, elettricisti, agenti immobiliari – pubblicano libri utilizzando ghostwriter o intelligenza artificiale, trasformando la pubblicazione in un semplice biglietto da visita piuttosto che in un’opera letteraria autentica.
Malavolti, che ha dedicato anni di ricerca per ogni suo libro, dalla storia dei nativi americani agli anni sconosciuti di Gesù, sottolinea l’importanza della preparazione. ‘Ho fatto ricerche sui serial killer italiani e americani per i miei thriller, sono andato in Polonia e ai confini della Siberia per ricostruire i percorsi dei polacchi. Questo è quello che manca oggi: la voglia di studiare e approfondire’. Tra i suoi lavori più apprezzati, ‘L’ora della lepre – Storia di Yu Yu’ e ‘Un padre in esilio’ continuano a essere richiesti a dieci anni dalla prima edizione, dimostrando l’eclettismo dell’autore.
La soluzione, secondo l’esperto, risiede nella promozione del romanzo storico e della narrativa che unisce intrattenimento e formazione culturale. ‘Attraverso la fiction si può insegnare la storia meglio che sui libri di testo. Il romanzo storico dovrebbe essere rivalutato perché aiuta i giovani lettori a sviluppare un occhio critico diverso sui contenuti ripetitivi che dominano il mercato’.
Le prospettive future del settore dipenderanno dalla capacità di distinguere tra contenuti autentici e prodotti artificiali. I giovani lettori, inizialmente attratti dalla facilità di consumo dei contenuti digitali, mostrano segnali di stanchezza verso l’omologazione. ‘Ho fiducia che i giovani, crescendo, si stancheranno dell’intelligenza artificiale’, conclude Malavolti. ‘Quando avevano 14 anni leggevano una cosa, a 18-19 anni la loro prospettiva cambia. Ci vorrà tempo, ma torneranno a cercare l’autenticità’.
Il mercato editoriale si trova quindi a un bivio: continuare sulla strada della produzione di massa assistita dall’AI o tornare a valorizzare la ricerca, lo studio e l’autenticità che caratterizzano la vera letteratura. La sfida sarà educare i lettori a riconoscere e premiare la qualità rispetto alla quantità.

