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Pakistan al voto tra violenze, accuse di brogli e l’ombra dei militari

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L’ex primo ministro Nawaz Sharif favorito, Khan in carcere

Roma, 8 feb. (askanews) – Milioni di pakistani sono chiamati a votare per il rinnovo del Parlamento. Le nuove elezioni in Pakistan si svolgono all’ombra di presunti brogli, con il politico più popolare del Paese in carcere e il candidato favorito dai militari che potrebbe vincere. Le autorità hanno deciso di sospendere i servizi di telefonia mobile durante le votazioni “per mantenere l’ordine pubblico”, hanno detto, a seguito di una campagna elettorale sanguinosa: due esplosioni, alla vigilia del voto, hanno ucciso 28 persone.I sondaggisti hanno previsto una bassa affluenza da parte dei 128 milioni di elettori aventi diritto, dopo una campagna elettorale poco brillante, oscurata dall’incarcerazione dell’ex primo ministro Imran Khan e dall’indebolimento del suo partito Pakistan Tehreek-e-Insaf (PTI) da parte dell’establishment a guida militare. Il Pakistan Muslim League-Nawaz (PML-N) dovrebbe ottenere il maggior numero di seggi e secondo gli analisti il suo fondatore Nawaz Sharif, 74 anni, ha ottenuto la benedizione dei generali.Sharif, tre volte primo ministro, non si era presentato alle elezioni del 2018 perché in carcere; gli era stato vietato di candidarsi dopo uno scandalo di corruzione. Sei anni dopo, al termine di un periodo di esilio, è tornato. Il suo partito (Lega Musulmana del Pakistan), sotto la guida del fratello ha assunto il controllo dopo l’estromissione di Khan nel 2022. Negli ultimi due mesi Sharif è stato prosciolto da ogni accusa, e l’interdizione a vita è stata giudicata incostituzionale. Si pensa che il sostegno dei militari, dopo i contrasti con Khan, abbia spianato la strada al suo potenziale quarto mandato come primo ministro.

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