“In occasione del World Obesity Day, Roma ha ospitato l’incontro dal titolo ‘Costruire un’alleanza per l’obesità’, promosso su iniziativa della senatrice Daniela Sbrollini insieme all’Intergruppo parlamentare Obesità, Diabete e Malattie Croniche Non Trasmissibili. Tra le promotrici dell’iniziativa vi è SICOB, Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche, che ha sottoscritto con convinzione la Carta di Erice 2026 sull’Obesità, documento programmatico che chiede il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica, l’adozione di percorsi assistenziali uniformi su tutto il territorio nazionale, l’integrazione tra medicina territoriale, ospedaliera e specialistica, investimenti strutturali in prevenzione primaria e secondaria, il superamento dello stigma sociale. La Carta rappresenta un impegno concreto verso una visione moderna e scientificamente fondata della patologia”.
Lo ha affermato Maurizio De Luca, presidente di Sicob, nel corso dell’iniziativa svoltasi al Senato-sala Zuccari.
“Quello di oggi – ha aggiunto – è stato un momento di confronto che ha visto la partecipazione di numerosi deputati, senatori e presidenti delle principali società scientifiche impegnate sul tema, con un obiettivo chiaro: riportare l’obesità al centro dell’agenda politica e sanitaria nazionale. Il messaggio emerso con forza durante i lavori è inequivocabile: l’obesità è una malattia cronica, recidivante e multifattoriale, non una semplice condizione legata a stili di vita scorretti. Non riconoscerla formalmente come tale comporta conseguenze rilevanti: ritardi nella presa in carico, disuguaglianze nell’accesso alle cure, aumento delle complicanze e, inevitabilmente, maggiori costi per il Servizio Sanitario Nazionale. L’obesità è strettamente correlata allo sviluppo di diabete tipo 2, malattie cardiovascolari, patologie respiratorie, oncologiche e osteoarticolari. Ignorare o sottovalutare il problema significa affrontarne solo le conseguenze, con un impatto economico e sociale crescente. Investire oggi in prevenzione, diagnosi precoce e percorsi terapeutici strutturati significa risparmiare in futuro, riducendo complicanze, ospedalizzazioni e perdita di produttività”.
“SICOB – ha proseguito De Luca – sostiene da anni la necessità di un approccio multidisciplinare alla malattia, che integri prevenzione, terapia medica, supporto nutrizionale, psicologico e, quando indicato, chirurgico. La chirurgia bariatrica e metabolica, infatti, rappresenta oggi uno strumento terapeutico efficace e sicuro nei casi appropriati, ma deve essere inserita in un percorso strutturato e continuativo. L’alleanza invocata durante il World Obesity Day non è soltanto politica, ma culturale e scientifica. Serve un impegno condiviso tra istituzioni, comunità scientifica e società civile per riconoscere l’obesità come priorità sanitaria; garantire equità di accesso alle cure; contrastare lo stigma; promuovere prevenzione e informazione. L’obesità non è una colpa individuale, ma una sfida collettiva”, ha concluso.

