Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Nel mese di luglio, le imprese offrono 575mila posti di lavoro, che superano 1,5 milioni nel periodo di luglio-settembre. Tuttavia, sono difficili da trovare circa 261mila profili, corrispondenti al 45,4% delle posizioni richieste dalle imprese, soprattutto a causa della mancanza di candidati per le posizioni disponibili.
Questa situazione emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea, il quale prevede le stime occupazionali per il mese di luglio.
Le industrie più colpite dal mismatch sono quelle metallurgiche e metallifere, dove il 65,5% dei profili cercati è di difficile reperimento. Segue il settore delle costruzioni con il 63,1%, le industrie tessili, di abbigliamento e calzature con il 59,1%, il comparto del legno e mobile con il 57,0% e quello della meccatronica con il 55,9%.
Tra i profili più complessi da trovare, il Borsino delle professioni evidenzia le difficoltà per le professioni intellettuali, in particolare ingegneri (57,0%); tra i tecnici, i tassi di mismatch sono elevati per quelli in ingegneria (65,9%), per i tecnici della salute (65,2%) e per i tecnici della gestione dei processi produttivi (63,3%). Per le professioni qualificate nel commercio e nei servizi, ci sono alti livelli di mismatch per gli operatori nel settore della cura estetica (63,5%) e per le professioni nei servizi sanitari e sociali (59,8%).
Tra gli operai specializzati, alcuni dei profili più difficili da trovare includono fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica (73,3%) e operai specializzati nelle finiture delle costruzioni (71,8%). Anche gli operai che manovrano macchine automatiche e semiautomatiche per lavorazioni metalliche (61%) e i conduttori di macchine movimento terra, sollevamento e maneggio materiali (60,1%) risultano difficili da reperire.
La percentuale di assunzioni che le imprese intendono coprire con lavoratori stranieri è pari al 20,3% del totale delle nuove assunzioni. Nel mese, il settore che farà maggior uso di manodopera straniera sarà quello dell’agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca, con il 34,5% del fabbisogno di lavoro coperto da personale straniero, seguito dalle imprese che offrono servizi operativi di supporto ad altre imprese e alle persone (32,5%), dalle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (30,9%), e dalle imprese che forniscono servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (28,2%).
Le imprese appartenenti ai settori industriale, dei servizi e primario (agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca) contribuiscono a manifestare la richiesta di manodopera. Escludendo le previsioni relative al settore primario, la domanda di lavoro nelle imprese industriali e dei servizi presenta un trend positivo, con 30mila assunzioni programmate per il mese rispetto a luglio 2024 (+6%), e 85mila assunzioni in più rispetto al trimestre di luglio-settembre dell’anno precedente (+6,4%).
Il settore industriale, in generale, cerca quasi 139mila nuovi lavoratori a luglio, cifra che sale a oltre 374mila nel trimestre di luglio-settembre. Nel comparto manifatturiero, sono in cerca di oltre 91mila lavoratori per il mese e di circa 242mila per il trimestre; le opportunità di lavoro più elevate provengono dalle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (26mila nel mese e 59mila nel trimestre), seguite dalle industrie meccatroniche (20mila nel mese e 54mila nel trimestre) e da quelle metallurgiche e dei metalli (14mila nel mese e 42mila nel trimestre).
La domanda di lavoro nel settore delle costruzioni è di 47mila assunzioni nel mese e 133mila nel trimestre. Nel mese in corso, le imprese di servizi prevedono circa 400mila contratti, che superano il milione per l’intero trimestre di luglio-settembre.
Il settore turistico continua a fornire le maggiori opportunità occupazionali, con 136mila lavoratori cercati nel mese e circa 301mila nel trimestre, seguito dal commercio (76mila nel mese e 195mila nel trimestre) e dai servizi alla persona (65mila nel mese e 207mila nel trimestre). Le imprese del settore primario, invece, ricercano circa 37mila lavoratori nel mese, aumentando a circa 113mila per il trimestre di luglio-settembre.
A luglio, i contratti a termine rappresentano il tipo di contratto più comune, con circa 370mila posizioni disponibili, pari al 64,3% delle assunzioni programmate; seguono poi i contratti a tempo indeterminato (89mila, pari al 15,5%) e i contratti in somministrazione (47mila, pari all’8,2%).
Ciro Di Pietro

