Studio sul settore di Bain & Company Italia
Nel 2026 il settore del Venture Capital in Italia potrebbe “trasformarsi” in una fase di “progressiva stabilizzazione”, dopo il picco raggiunto nel 2025 grazie a investimenti che hanno superato 1,5 miliardi di euro. Questa affermazione è stata evidenziata da Emanuele Veratti, Senior Partner e Digital Practice Leader Italia di Bain & Company, durante la presentazione di un’analisi sul settore.
“Le aspettative rimangono favorevoli, supportate dall’interesse verso il settore tecnologico e sanitario, dall’accelerazione dell’intelligenza artificiale, e dall’attenzione crescente per le tecnologie avanzate e l’innovazione industriale”, ha dichiarato Veratti.
“Il clima macroeconomico e geopolitico – ha aggiunto – continuerà a influire sulla selettività degli investitori, che manterranno l’attenzione sulla qualità delle soluzioni tecnologiche e sulle prospettive di redditività a medio termine. In tale contesto, la crescita del mercato sarà sempre più legata alla capacità di attrarre investimenti esteri e di gestire round di maggiore entità”.
Secondo il dirigente, “percorsi di uscita chiari e ben strutturati sono fondamentali per un ecosistema sano, e migliorarli, anche attraverso la partecipazione delle aziende e lo sviluppo di un mercato secondario, significa aumentare la liquidità e creare le basi per nuovi cicli d’investimento nel futuro”, ha spiegato Veratti.
Gli esperti di Bain hanno sottolineato che nel 2025, dopo un periodo di rallentamento nell’anno 2023 – 2024, il mercato del Venture Capital in Italia riprende a espandersi: gli investimenti hanno superato i 1,5 miliardi di euro, “il valore massimo mai registrato nel Paese”, come riportato nella nota. Questo dato indica un aumento del 40% rispetto al 2024, alimentato da round significativi, con una crescita decisamente superiore alla media europea, che nello stesso intervallo si attesta al 3,8%. L’andamento a lungo termine in Italia (2017-2025) evidenzia una crescita solida, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 22%.
“Il 2025 si è dimostrato un anno molto favorevole per il Venture Capital italiano. L’ecosistema del nostro Paese è in ottime condizioni, ma rimane ancora in posizione marginale in termini di dimensioni: è il momento opportuno per rafforzare i progressi e guadagnare terreno. Il risultato va oltre il numero totale, poiché denota anche una qualità superiore delle aziende finanziate e la loro abilità di attrarre investimenti lungo percorsi di crescita più strutturati”, ha dichiarato Emanuele Veratti.
Nel 2025 sono state effettuate 262 operazioni, con una leggera diminuzione (-5%) rispetto al 2024. Contestualmente, la dimensione media dei round è aumentata notevolmente (+48%), arrivando a 5,8 milioni di euro. Il mercato evidenzia una considerevole concentrazione: le prime sei operazioni dell’anno rappresentano circa il 50% del valore totale investito. In termini di fasi di investimento, le categorie Early e Late Stage costituiscono circa il 74% del valore complessivo, mentre Angel, Pre-Seed e Seed rappresentano il 26% del valore, ma il 68% del numero totale di operazioni.
“Nel 2025 – ha aggiunto Gianmarco Rallo, Senior Manager di Bain & Company – il mercato ha continuato a supportare le startup al primo round di finanziamento (circa il 40% del valore) rispetto ai seguiti, mantenendo la stessa composizione storica. Questa tendenza è un segnale positivo per l’ecosistema dell’innovazione, che cresce mantenendo comunque l’accesso ai capitali anche per le realtà che si preparano a intraprendere la loro prima raccolta”.
Giovanni Lombardi Stronati

